23-09-2008
YouTube vietato in Kuwait: offende l’Islam
Il governo del Kuwait ha messo in allerta i provider Internet del Paese, chiedendo che il sito di scambio video YouTube venisse oscurato per offese al Corano
Se si cercava un segnale tangibile del fatto che in Kuwait le forze politico-religiose islamiche fossero in continua crescita, dopo le elezioni tenutesi lo scorso maggio, la notizia diffusa dalla Reuters è emblematica per far comprendere al mondo occidentale che l’equilibrio politico kuwaitiano è soggetto a importanti turbative. Per quanto questa mattina YouTube, il più famoso contenitore online di video provenienti da tutto il mondo, di proprietà di Google, fosse ancora visibile nel Paese al confine tra Arabia Saudita e Iraq, l’annuncio che le autorità del Kuwait avessero deciso di imporre agli Internet provider la sospensione del sito americano, perché fra le centinaia di miglia di video amatoriali inseriti ce n’erano alcuni ritenuti offensivi per l’Islam, ha fatto subito il giro dei media di tutto il mondo.
Ovviamente, non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale da parte del governo del Kuwait o dal ministero dell’informazione, ma è un dato di fatto che, fin dal giorno successivo alle elezioni, forze politiche legate alle comunità islamiche abbiano cominciato a esercitare forti pressioni sul Parlamento per regolamentare il sistema mediatico del Kuwait (radio, tv e Internet) in modo che ponesse maggiore attenzione alla sensibilità dei cittadini di fede musulmana agli argomenti di genere religioso. Proprio in seguito a questo, l’agenzia di stampa Reuters ha ottenuto un documento ministeriale del seguente tenore: “Dato che il sito
www.youtube.com mostra immagini irriguardose nei confronti del Profeta Maometto e del Corano (...) si proceda il prima possibile al blocco del sito”.
Questa dimostrazione di intolleranza religiosa verso un sito che da sempre promuove la massima libertà di espressione, è un segnale di come gli equilibri politico-religiosi siano in costante fermento in una regione particolarmente calda (non solo in senso climatico) e delicata del mondo.
NEWS
23/9/2008
Dream: per il decimo compleanno
Google si regala l'anti-iPhone
NEW YORK
Dieci candeline per Google che festeggia lo sbarco dell’anti-Iphone. Il motore di ricerca più popolare del mondo celebra il suo decimo compleanno, che ricorre sabato 27 settembre, debuttando nell’agone della telefonia mobile: la sfida targata Google questa volta si chiama "Dream", il telefono prodotto dalla taiwanese Htc, pronto a entrare in competizione con l’i-Phone di Apple e Blackberry. Il suo debutto potrebbe avvenire anche domani, con il lancio del nuovo prodotto a New York.
E, stando alle previsioni, non ci metterà molto a farsi conoscere: si stima che le vendite del G-Phone si attesteranno sulle 600.000-700.000 unità. ’Dream’ utilizza Android, la piattaforma sviluppata da Google insieme a 33 società high tech e della telefonia mobile, basata sul sistema operativo open source Linux e sul linguaggio Java. Con il nuovo prodotto targato Google gli utenti avranno a disposizione un’interfaccia personalizzabile, un servizio di messaggeria ma soprattutto tutte le applicazioni attualmente fornite dal motore di ricerca, come GoogleEarth e Google Maps.
In questo modo Google punta ad offrire ai possessori del nuovo prodotto la possibilità di effettuare in movimento tutte le operazioni che solitamente si svolgono da casa o dal posto di lavoro. L’azienda Google nasce il 27 settembre 1998: padri della creatura che avrebbe rivoluzionato il World Wide Web sono Larry Page e Sergey Brin.
I due ragazzi sono ancora degli studenti presso l’Università di Stanford quando sviluppano la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull’analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate fino a quel momento. In base a principi di «teoria delle reti», convinti che le pagine citate con un maggior numero di link siano le più importanti e meritevoli, decidono di approfondire la loro teoria all’interno dei loro studi, ponendo di fatto le basi per quella che sarà la loro attività futura.
Gestita con capitali privati (i maggiori detentori sono Kleiner Perkins Caufield & Byers and Sequoia Capital), nell’ottobre 2003 il colosso Microsoft di Bill Gates tenta di acquisire Google che però rifiuta l’offerta. All’inizio del 2004 viene annunciata un’offerta pubblica iniziale da parte di Morgan Stanley e Goldman Sachs Group, che potrebbe raggiungere i 4 miliardi di dollari; questo dà a Google un capitale di mercato che si aggira intorno ai 12 miliardi di dollari.
Google oggi si è affermato come il più grande motore di ricerca mai esistito nella storia di internet: capace di effettuare una ricerca su milioni di pagine Web in alcuni millisecondi, è riconosciuto come il più grande e affidabile tra i motori di ricerca.